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Kalamata

Kalamata

Kalamata è una ridente città greca, capoluogo del "nomo" di Messinia, nel Peloponneso, di cui è il centro più popoloso con oltre 60.000 abitanti.
La città si affaccia sul Mar Ionio, mentre a est è fiancheggiata dalla catena montuosa del Taygetos Oros, che culmina nella penisola di Mani che separa la Messinia dalla Laconia.
Dal punto di vista storico, Kalamata ha seguito le vicende della regione della Messinia e della vicina Sparta. Ci sono due episodi per cui la città è ricordata nella storia greca.

Il primo risale al secolo XVII, precisamente tra il 1684 ed il 1699 quando si svolse la guerra di Morea nella quale si affrontarono le truppe della Lega Santa (una coalizione di Stati cristiani tra cui l'Impero Austriaco, lo Stato della Chiesa e i Cavalieri di Malta) e quelle dell'impero Ottomano per il dominio sul Peloponneso.
Il secondo momento storico importante per Kalamata riguarda il XIX secolo: nel 1821 la città fu infatti la prima città della Grecia che si è liberato dopo l’occupazione turca durante oltre trecento anni. Nel 1825, però Kalamata fu quasi completamente distrutta dalle truppe turche guidate da Imbraim Pasà e la ricostruzione fu molto lunga.

Già all’epoca, però, Kalamata riuscì ad affermarsi come uno dei porti più importanti della Grecia e di tutto il Mar Mediterraneo, diventando punto di riferimento per l’esportazione di prodotti agricoli greci e l’importazione di materie prime per la lavorazione industriale.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, però, Kalamata e il territorio circostante è stata esclusa dal programma dello Sviluppo di Governo e questo ha avuto delle conseguenze per l’economia della città, trovandosi svantaggiata rispetto al resto della Grecia. In questo periodo il porto perse prestigio e il volume delle merci che vi transitavano si ridusse notevolmente. Non a caso nel 1879 a Kamalata John F. Costopoulos fonda la “Alpha Bank”, la seconda banca per importanza della Grecia.

Grazie all’iniziativa dei cittadini e alla loro voglia di riscatto e imprenditorialità, Kalamata è riuscita a raggiungere nuovamente un alto livello di sviluppo e a mantenere florida la sua economia, anche dopo il terribile terremoto del 1986 che distrusse la città. Anche in questa occasione il governo greco non ha aiutato la popolazione in questa zona e Kalamata fu ricostruita quasi esclusivamente con le donazioni di privati.
Ad oggi l’economia di Kalamata si basa sull’agricoltura, il turismo e il settore dei servizi.
Il comparto agricolo è famoso soprattutto per la produzione di olive – “kalamata” è una varietà di olive nere da tavola dal sapore caratteristico – e di olio di oliva. L’industria è così limitata alla trasformazione dei prodotti alimentari, a cui si aggiunge la produzione di sigarette.

Il turismo è una fonte di guadagno basilare per Kalamata: le lunghe spiagge, il mare cristallino, le montagne nelle vicinanze, il clima mite e anche la presenza di infrastrutture e servizi di qualità favoriscono i flussi turistici, concentrati nella stagione estiva.
Ben collegata con le principali città delle Grecia e d’Europa, grazie alla presenza di un aeroporto internazionale, Kalamata è soprattutto un importante porto turistico, con lungo molo che ospita centinaia di barche.

L’offerta turistica della città comprende anche un museo archeologico che si trova nel centro storico della città e che raccoglie i reperti della Messinia risalenti al periodo miceneo, classico, ellenistico e bizantino.
Kalamata è estremamente carina, una città greca tipica con le casette bianche che si affacciano sul mare, tante taverne, bar e ristoranti che permettono di gustare squisiti piatti tipici greci.