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Rodi

Rodi

Rodi è una città della Grecia che si trova sull’omonima isola del Dodecaneso.
La città conta circa ottanta mila abitanti e si trova nella parte settentrionale dell’isola. A partire dagli anni Sessanta, grazie a politiche locali mirate, Rodi è diventata una delle mete turistiche più gettonate della Grecia.
La città è costituita da due parti distinte: una nuova ed una medievale. Il nucleo antico, dove si trovano il Castello, i Palazzi e i musei è circondato da una cinta muraria medievale di circa cinque chilometri. La parte nuova, invece, si è sviluppata dopo il 1912 sotto l’amministrazione italiana.

Rodi fu fondata nel 408 e aveva una forma rigorosamente ortogonale ed era sistemata su terrazze digradanti verso il mare e i due porti, con effetto scenografico. Come in tutte le città greche, anche Rodi aveva una propria acropoli, che si trova sulla collina di Santo Stefano (o Monte Smith), dove sono ancora visibili i resti del tempio dorico di Zeus e Atena. Sono stati ritrovati anche i resti di un santuario di Apollo Pizio con un tempio dorico esastilo e un tempio minore corinzio, i resti di un teatro all’aperto con circa 800 posti a sedere completamente ricostruito e uno stadio lungo ben duecento metri.

Una delle peculiarità di Rodi sono le mura che circondano il centro cittadino e sono state dichiarate patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1988. Le mura sono uno degli esempi meglio conservati dell’architettura quattro - cinquecentesca, il tempo dei Cavalieri di Rodi, meglio conosciuti con il nome di Cavalieri di Malta. La costruzione delle mura fu seguita da ingegneri e architetti italiani: M. Conti, B. Della Scala, M. Gioeno e G. Tadini di Martinengo. I cinque chilometri di mura furono uniti di bastioni di varie forme (ad esempio, il bastione di San Giorgio presenta forma poligonale, mentre il bastione del Carretto è circolare) che ne dichiarano lo scopo difensivo. Lungo le mura si aprano cinque diverse porte (ad esempio la porta d'Amboise, la porta di San Atanasio e la porta Marina che si trova di fronte al mare).

All’interno della mura ci sono alcune costruzioni che risalgono al XV secolo. C’è l’ospedale dei cavalieri che oggi ospita il museo archeologico, il quartiere degli “Alberghi delle lingue” che ospitava le rappresentanze diplomatiche dei vari paesi e i pellegrini diretti a Gerusalemme che spesso passavano per l’isola greca, e gli edifici pubblici dell'ordine cavalleresco. A questi appartengono il palazzo della Castellania o palazzo dell'Armeria edificio del XIV secolo che è stato a lungo luogo di degenza mentre oggi ospita il museo delle arti decorative, e varie case della via dei Cavalieri che termina davanti a un grande portone gotico, che congiunge il Palazzo del Grande Maestro con la chiesa di San Giovanni, oggi distrutta.

Il palazzo del Grande Maestro fu costruito nel XIV secolo, trasformato in galera nel periodo ottomano e andò distrutto nel 1856 per un’ esplosione insieme alle chiesa di San Giovanni. Fu ricostruito sotto il dominio italiano ma, fatta eccezione delle imponenti torri, molte delle parti originali sono state modificate.
Tutti questi edifici all’interno delle mira sono accomunati da uno stile profondamente composito, unisce elementi tardogotici francesi e iberici con motivi rinascimentali e derivazioni bizantine.

Rodi presenta anche delle testimonianze della dominazione ottomana, come la Moschea di Solimano eretta in onore di Solimano il Magnifico dopo l'espugnazione della città nel 1522. La costruzione odierna fu ricostruita nel 1808 e una delle sue caratteristiche più note è l’intonaco rosa acceso che contrasta con la sobrietà dell’interno. La moschea è utilizzata ancora oggi come luogo di culto da parte della comunità turca residente nella cittadina greca. Ci sono poi i bagni del 1523 e del 1566, il complesso di Murat Reis del 1622 e la Moschea di Sultan Mustafa del 1763.

Uno dei periodi storici più prolifici per Rodi è stata da dominazione italiana, dal 1912 al 1943 che ha contribuito alla ricostruzione di numerosi edifici antichi e allo sviluppo urbanistico della città con al costruzione di numerose opere pubbliche e private. Ancora oggi nella città sono facilmente riconoscere le architetture, gli spazi e i particolari architettonici, gli arredi urbani (lampioni, balaustre, panchine ecc.), l'ambiente costruito tipico italiano del periodo tra le due guerre.
Anticamente uno degli elementi distintivi della città era il Colosso di Rodi, una statua bronzea alta 31 metri che richiese 12 anni per la sua realizzazione, che fu una delle Sette Meraviglie del Mondo ma dopo la distruzione del terremoto non fu più ricostruita.

Rodi oggi è un centro economico e culturale dell'Egeo sud-orientale di fama internazionale. La combinazione sapiente dei ricchi trascorsi storici, con il suo ambiente naturale di rara bellezza, le spiagge pulite, i parchi ed i luoghi di svago, il sole, la calorosa ospitalità della popolazione, le eccellenti infrastrutture turistiche, le numerose possibilità di scelta per il divertimento notturno, lo sport, le manifestazioni culturali, nonché monumenti e musei, tutto ciò la rende una delle più gettonate mete turistiche del Mediterraneo.
Nella parte settentrionale della città si trova una bellissima spiaggia che ospita anche l'Acquario, il principale centro di ricerca sulla vita marina in Grecia. Mandraki era uno dei cinque porti dell'antica Rodi mentre il porto moderno accoglie quotidianamente decine di imbarcazioni.

Il turismo, come si intuisce, è la principale fonte di reddito per l’isola a cui si affianca una modesta attività agricole e la pesca.