Serifos è una piccola isola nel Mar Egeo, di circa 74 kilometri quadrati, appartenente all’arcipelago delle isole Cicladi.
Colline spoglie e rocciose si alternano a piccole fertili valli abitate da quasi 1500 persone, incantevoli paesaggi marittimi che evidenziano le coste frastagliate e le piccole calette di sabbia, i resti antichi fanno di questa isoletta una delle mete di vacanza preferite dai greci.
Secondo la leggenda Serifos è l’isola dove è giunta Diana con il figlio di Zeus, Perseo, dopo essere stata gettata in mare dal padre in collera; qui sarebbe quindi cresciuto Perseo e il re dell’isola si è innamorato di Diana che non lo ricambiava. Il re decise allora di punire la donna inviando Perseo ad uccidere la Medusa e sperando che non fosse più tornato. Aiutato dagli dei, il giovane uccise la medusa e mostrata la testa al re di Sefiros, questi si sarebbe pietrificato e anche la sua terra e da qui deriva il carattere roccioso e arido dell’isola.
Un’altra leggenda racconta invece che i primi abitanti dell’isola furono di giganti ciclopi che vivevano nelle caverne e per primi scoprirono il ferro – minerale abbondante sull’isola e ancora oggi la sua estrazione del sottosuolo è la principale attività economica – e iniziarono la civilizzazione di Serifos.
Mitologia a parte, a partire dal VII secolo a.C. pare che Serifos abbia avuto un sistema democratico che faceva capo ad Atene. L’isola fu poi conquistata dai Romani un secolo prima di Cristo e poi dai Bizantini, rappresentando sempre un luogo di esilio per i politici nemici dello stato rimanendo poco sviluppata.
La dominazione veneziana, invece, fu un periodo di grande rinascita per l’isola che iniziò a sfruttare pesantemente le miniere di ferro, il sui commercio garantiva prosperità ai suoi abitanti. Conquistata poi dai Turchi, Serifos è stata liberata nel XIX secolo, dopo aver combattuto con il resto della Grecia nelle guerre di indipendenza contro i Turchi dal 1821 in poi.
Durante tutta la sua storia, Serifos è stata costantemente attaccata e saccheggiata dai pirati che spesso hanno costretto parte della popolazione ad abbandonare l’isola.
Arrampicata su una ripida collina, c’è Hora, o Serifos, la capitale dell'isola. Le casette bianche addossate una all’altra e disposte ad anfiteatro sul mare, le stradine lastricate disposte a guisa di labirinto, le cupole azzurre che indicano i luoghi di culto e il castello veneziano che domina tutta la città e la baia fanno della città un luogo incantato.
Il resto dell’isola è poco abitato e si presenta ricco di muretti a secco, chiesette di campagna, casolari e piccionaie, sentieri tortuosi che scendono dalle colline fino al mare e collegano i vari punti dell’isola. Sull’isola si trova anche qualche monastero antico, come quello il monastero fortificato dell'Arcangelo (“Moni Taxiarchon”) dove si possono ammirare affreschi, libri e manoscritti di notevole interesse storico-artistico.
Una delle attrazioni di Serifos sono le spiagge: Mega Livadi, Koutalas, Agios Sostis, Psili Ammos, Agios Ioannis, Sikamia, e altre ancora. Livathi è una delle spiagge più belle di tutte le isole Cicladi: ombreggiata da tamerici, con sabbia finissima di colore bianco, si apre a semicerchio sull’azzurro del mare creando un suggestivo gioco di luci e colori.
Serifos è molto ricca sia di acqua, che permette alle vegetazione di crescere rigogliosa nei punti non rocciosi del territorio e che favorisce l’agricoltura, ma soprattutto di ferro e minerali per cui l’isola è famosa in tutto il mondo. La pastorizia e la pesca completano il quadro delle principali attività dell'economia locale.
Il turismo è ancora poco sviluppato e pertanto consente di conservare quel carattere genuino e puro del territorio, l’essenza della “grecità”, le antiche tradizioni che si tramandano di generazione in generazione. Le musiche e i canti popolari, ad esempio, accompagnati da piatti tipici, sono ancora molto vivi sull’isola e non manca occasione di metterli in mostra, soprattutto durante le feste locali. Tra queste molto sentita è la festa di Sant’Elena che si festeggi il 5 maggio su tutta l’isola. Poi c’è la festa di San Constadinos e Eleni il 21 maggio, le feste religiose in generale (pentecoste, Pasqua, l’assunzione di Maria Vergine il 15 agosto, etc). Una manifestazione laica particolare è quella che si svolge l’ultima domenica di Carnevale – detta Kapetania – a conclusione di questo periodo di baldoria prima della penitenza della quaresima. È una festa molto folcloristica che risale al XVI secolo a.C. e si è conservata immutata nel tempo.

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