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Kea

Kea

Kea è un’isola del Mar Egeo, appartenente all’arcipelago delle Cicladi in Grecia. L’isola è diventata famosa quando nel 1916 nelle sue acqua è affondata la grande nave Britannica, il cui relitto è ancora visibile nelle acque di Kea.

L’isola è elegante e tipicamente greca, con un’aria tranquilla e rilassante, il profumo di pesce e di caffè greco, l’aroma dei tamerici e dei mandorli, le luminose casette bianche…insomma un piccolo paradiso appartenente alla Grecia.
La storia di Kea è legata ad una particolare storia mitologica. Anticamente Kea era chiamata Ydroussa, propriamente “isola dell’acqua”, che deve il nome alle ninfe dell’acqua che vissero qui secondo la mitologia antica. Era un’isola talmente bella che gli dei inviarono un leone per devastarla, facendo fuggire le ninfe e l’isola rimase così arida. Gli abitanti di Kea chiesero aiuto ad Aristeo, figlio di Apollo, che costruì sull’isola un tempi dedicato a Zeus il quale, compiaciuto della cosa, fece tornare le ninfe su Kea e anche l’acqua, rendendo l’isola prosperosa e fertile.

Storicamente, Kea è stata abitata fin dal periodo neolitico. Nel periodo ellenico classico Kea aveva quattro città principali, tutte sulla costa: Ioulis, Karthea, Korissia, Poiessa. In questo periodo l’isola è diventata famosa sia per la nascita del poeta Simonide sia per l’usanza particolare dei suoi abitanti di suicidarsi con la cicuta una volta arrivati all’età di settanta anni.
Nel XIII secolo, Kea fu occupata dai Veneziani il cui governo durò circa trecento anni, fino all’arrivo dei Turchi. Tra il 1770 e il 1774 l’isola fu abitata dal popolo russo che portarono sull’isola parte delle loro tradizioni e delle proprie influenze architettoniche.
Nel diciannovesimo secolo, Kea fu una delle prime isole greche ad aderire alla Guerra di Indipendenza nel 1821 raggiungendo la libertà nel 1930.

Fin dall’antichità l’agricoltura, l’allevamento e la pesca sono le principali fonti di reddito degli abitanti dell’isola che in questo modo provvedono al loro fabbisogno. Negli ultimi anni, però, il crescente flusso di turisti che si avvicinano all’isola determina lo sviluppo di strutture ricettive (alberghi, ristoranti, ostelli, etc) e servizi per garantire un soggiorno indimenticabile.
Nonostante lo sviluppo edilizio e la crescita turistica, però, l’ isola ha conservato il suo “colore” tradizionale e la sua anima greca. Una manifestazione di questo è visibile nelle tradizioni ancora vive sull’isola: la Makaria” la cena di morti che si allestiste nelle case in cui vi è stato un decesso per celebrare il passaggio dei defunti ad un altro ciclo vitale, la celebrazione “Agios Haralambos” il patrono dell’isola che la salvò dalla peste nel 1823 e che viene festeggiato con un suggestivo carnevale (Apokreas) che dura fino alla quaresima. Inoltre il 17 luglio si tiene il Festival di “Agia Marina”, il 15 agosto la Fiera di “Panagia Kastriani” e altre manifestazioni annuali di antichissima origine.

Oltre a paesaggi incontaminati mozzafiato, a colline a terrazza, valli lussureggianti e scorci mozzafiato di paesaggi marittimi, Kea offre anche dei monumenti importanti. L’attrazione più conosciuta è il leone Lionda (noto come Leone di Kea): è una grande scultura che ricorda l’antica tradizione mitologica legata all’isola.
Molto bella è anche la cosiddetta “montagna dei mulini” nei pressi della capitale, così chiamata per i suoi 26 mulini a vento dai tetti rossi che spiccano tra il verde delle colline e il bianco tipico delle abitazioni. A Kea c’è anche il monastero di “Panagia Kastriani” costruito nel XVIII secolo che permette di ricostruire le vita ritirata dei monaci di un tempo.

Suggestivo è il Castello medievale costruito nel XIII secolo dai Veneziani sotto l’attenta direzione di Domenico Micheli, e le tante palazzine in stile neoclassico dello stesso periodo.
Ci sono poi quasi 130 chiese e sono stati portati alla luce i resti di un’antica acropoli e di alcuni templi – tra cui forse anche i resti del tempi di Apollo di cu si afferma mitologicamente l’esistenza.
Il turismo degli ultimi anni è attirato soprattutto dalle lunghe spiagge sabbiose: Otzias, Koundouros, Korissia, Sykamia, Spathi, Orko, Psili Ammos, Kalidinichi, Pisses, Kastelakia e molte altre insenature rocciose raggiungibili percorrendo sentieri sterrati attraverso la rigogliosa natura di Kea.