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Kalymnos

Kalymnos

Kalymnos è un'isola greca del mar Egeo facente parte del Dodecaneso geograficamente e amministrativamente.
Si estende su una superficie de 134 kilometri quadrati e conta sedici mila abitanti. Morfologicamente è una terra montuosa e brulla, con le coste frastagliate con sporgenti scogli e isolotti vicini al litorale.

Una delle caratteristiche per cui l’isola è famosa a livello internazionale è la pesca delle spugne, anche se negli ultimi anni questo settore è in declino. Ogni primavera i pescatori dell’isola salpano per qualche mese, tra balli e canti della popolazione, per andare a pescare le spugne; ovviamente per il loro ritorno si organizzano grandi celebrazioni.
Secondo la mitologia greca, Kalymnos deve il suo nome al titano Kalydnos, che era il figlio di Gaea (Terra) ed Uranus (Cielo).

Sull’isola sono state ritrovate molte tracce delle civiltà passate. I primi abitanti di Kalymnos furono quasi sicuramente i Cari, arrivati qui nel II millennio a.C. e furono poi invasi dagli Achei dopo la guerra di Troia. Al tempo delle guerre persiane fu soggetta ad Artemisia I di Alicarnasso insieme alla vicina isola di Coo e Nisiros. Finite le guerre divenne un'alleata di Atene. Fu poi dominata dai Macedoni e dai Romani nel II secolo a.C. Nel successivo periodo di dominazione bizantina, l’isola ha subito molti attacchi dei pirati.
Nel XIII secolo sono arrivati i Veneziani, qualche anno dopo i Cavalieri di Rodi, che hanno tassato e sfruttato molto l'isola. I Turchi l'hanno conquistata e dominata a partire dal sedicesimo secolo e in questo periodo pare sia iniziata la prolifica attività di pesca delle spugne.

Nel 1912 Kalymnos è stata governata dagli italiani, fino all’occupazione tedesca del 1943. finita la seconda guerra mondiale fui annessa definitivamente allo stato greco.
Pothia è il centro più importante e la sede del municipio dell’isola. Con dodici mila abitanti è una delle più grandi città delle isole greche, ma ciò non le ha impedito di conservare il fascino antico: le case bianche con i tetti rossi e gli infissi colorati si dispongono ad anfiteatro sul mare, stradine strette e tortuose che si disperdono nella baia e che raggiungono anche calette rocciose e baie di sabbia ancora incontaminate.
Pothia ha un piccolo museo archeologico accolto nella villa della facoltosa famiglia Vouvalis e che raccoglie collezioni che raccontano la storia dell’isola, dal periodo arcaico, classico a quello ellenistico.

Poco lontano dalla città si trovano le rovine del castello di Chrysocherià, risalente al periodo del dominio dei Cavalieri di Rodi. Del castello oggi non rimane molto: due torri esterne che segnalano i due ingressi principali, la chiesetta di Crysocherià - la Madonna dalle mani d'oro, due mulini per la macina del grano. Il castello fu abbandonato alla fine del XV secolo a seguito delle frequenti incursioni dei Turchi e si preferì costruire una fortezza a Chora, l’antico capoluogo dell’isola, che si trova nell’entroterra, in una posizione più sicura.

A Kalymnos recenti scavi archeologici hanno riportato alla luce villaggi preistorici, grotte pittoresche, restio di antichi edifici del periodo greco classico, resti di templi. Sull’isola si trovano poi numerosi monasteri e chiese, di importanza storico-artistica poiché conservano opere d’arte di diversi periodi.
A Kalymnos non ci sono molte spiagge per via della conformazione del territorio. è possibile trovare piccoli arenili soprattutto lungo la costa occidentale: Elies, Kantouni, Myrties Panormos, Kantouni, Platis Gialos, Linaria e Masouri.

L'isola in se non è un luogo popolare di vacanza, ma spesso chi la visita ha voglia di ritornarci. Il turismo, sopratutto negli ultimi anni, sta diventando una fonte importante di guadagno dell’isola che comunque continua a vivere di pesca ed agricoltura, della vendita delle spugne. L’agricoltura praticata nelle valli tra le montagne e si si coltivano frutta, olive e verdure; ci sono anche molti apicoltori e il miele di Kalymnos è rinomato in tutta la Grecia.