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Siti archeologici di Micene e Tirinto

Siti archeologici di Micene e Tirinto

I siti archeologici di Micene e Tirinto si trovano nella penisola del Peloponneso e rappresentano i resti delle due città più grandi della civiltà micenea e sono irrevocabilmente legate ai poemi omerici, l’Iliade e l’Odissea.

Micene è situata nella pianura dell’Argo ed era la capitale della civiltà che dal XV al XII secolo a.C. ha dominato il Mar Mediterraneo e ha gettato le basi della civiltà future, a partire da quella greca. Dall’origine del nome, numerosi studiosi concordano con il dire che Micene ebbe un’origine cretese o comunque un’altra isola fuori dalla Grecia. Nella mitologia, comunque, Miceneo fondò la città che fu fortificata da Perseo e tentarono di occupare tutto il Peloponneso e poi tutta la Grecia fra il 2000 a.C. e il 1200 a.C. facendo si che la civiltà Micenea inizia a essere considerata la civiltà degli Achei e della Grecia in generale.

I primi ritrovamenti delle tracce della civiltà micenea si devono a Heinrich Schliemann, imprenditore e archeologo tedesco che per primo portò alla luce importanti testimonianze delle prime civiltà. I suoi scavi e studi furono guidati soprattutto dalle descrizioni e dei versi dei poemi omerici che, ad esempio, gli permisero di portare alla luce la città di troia.
Nel 1874 l’archeologo tedesco scoprì alcune tombe di sovrani micenei, insieme al loro corredo funebre che ah permesso di datarle intorno ai secoli XVI e XII a.C.

I lavori costanti degli archeologi hanno portato alla luce quasi l’intera città di Micene. Fu, ad esempio, scoperta l’acropoli di forma triangolare che comprendeva la celebre Porta dei Leoni, la tomba di Agamennone e il palazzo reale.
La Porta dei Leoni rappresentava l’ingresso monumentale alla rocca di Micene. La sua data di costruzione è il 1300 a.C. e nel tempo non fu mai completamente sepolta. Una delle sue caratteristiche principali è il massiccio architrave sormontato da una grande lastra triangolare con due leoni – da cui deriva il nome – separati da una colonna. Da questa porta parte poi una scalinata che arriva fino al palazzo reale, costruito su terrazze ricavate dalla roccia.

La Porta è costruita con pietrisco, materiale molto usato dai Micenei, unitamente a mattoni seccati al sole e legname, mentre come legante è stata usata dell’argilla.
La tomba di Agamennone è detta anche “Tesoro di Atreo” ed è una maestosa tomba a tholos situata nei pressi della Rocca di Micene. Secondo i primi scavi archeologici, la tomba risale alla metà del XIII secolo a.C. La tomba è costituita da una camera semi-sotterranea di forma circolare, con il tetto ogivale realizzato con massi progressivamente aggettanti, essa presenta delle dimensioni davvero sorprendenti: 14 metri e mezzo di diametro e tredici metri di altezza. Grandi pietre garantivano la stabilità della volta e per controbilanciare il peso e permisero di ottenere una superficie interna perfettamente levigata che pare un tempo fosse decorata con oro, argento e bronzo.

L’ingresso alla tomba avviene per mezzo di un corridoio lungo ben 36 metri che aveva le pareti rivestite di pietre, mentre un piccolo passaggio porta alla camera funebre vera e propria che ha una singolare forma cubica. Secondo le ricostruzioni archeologiche, il portone d’ingresso presentava una ricca decorazione fatta da semicolonne in pietra calcarea di colore verde, un fregio con rosette sull’architrave e una lastra di marmo rosso, capitelli a cavetto e altre decorazioni con porfido roso e alabastro verde.
I resti del palazzo reale furono propriamente rinvenuti nella vicina città di Tirinto, luogo già importante all'inizio dell'età del bronzo.

Il palazzo, costruito su terrazze ricavate nella roccia, era impostato sulla tipologia del "megaron": un ampio vano rettangolare coperto da un soffitto sorretto da colonne lignee con basi di pietra, preceduto da un vestibolo e da un porticato. Il centro del palazzo era rappresentato da un focolare delimitato da quattro colonne che consentivano un innalzamento del tetto per l'illuminazione interna. Ai lati si trovavano le stanze d'abitazione, i servizi, gli uffici, gli archivi e i magazzini – ovviamente tutto ad uso esclusivo degli abitanti del palazzo. Il gineceo era al piano superiore.
Per la costruzione del palazzo i micenei utilizzarono il pietrisco, i mattoni seccati al sole, legname, e come legante l’argilla.

Il palazzo rappresentava il principale luogo dove il sovrano si riuniva per le decisioni principali e dove accoglieva gli ospiti così come descritto nelle opere di Omero, e pertanto presentava lussuosi fregi e fini decorazioni.
Il sito archeologico di Micene e Tirinto è tutelato come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO a partire dal 1999, soprattutto poiché è qui che si svolsero le tragedie di Omero, Eschilo, Sofocle ed Euripide ed è proprio in questa parte di Peloponneso che ebbe inizio la civiltà europea.