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Sito archeologico di Olimpia

Sito archeologico di Olimpia

Olimpia è un’antica città della Grecia passata alla storia per aver dato vita alle famose Olimpiadi dedicate a Zeus. Le Olimpiadi erano una festa sportivo-religiosa molto sentita in Grecia: aveva la capacità di unire tutti i greci e di far cessare tutte le guerre.
La cittadina sorgeva lungo la valle del fiume Alfeo, nella parte nord-occidentale del Peloponneso. Non era una vera e propria città, ma piuttosto un luogo di culto, costellato di templi, teatri, monumenti celebrativi e statue, e ovviamente vi era lo stadio e le palestre per lo svolgimento di giochi olimpici, a cui si aggiungevano degli edifici che servivano da alloggio per gli atleti nel periodo delle competizioni sportive.

Oggi Olimpia è un parco archeologico affascinante, dalla bellezza malinconica e lussuosa allo stesso tempo, meta obbligata per i turisti che visitano il Peloponneso. È entrata a far parte dei monumenti Patrimonio dell’Umanità tutelati dall’UNESCO nel 1989.
I primi reperti di Olimpia raccontano di une città viva e di gare sportive già nel 776 a.C.: si tratta di un documento che riporta l’elenco dei vincitori, probabilmente di quella che è stata la prima olimpiade della storia. Questa data coincide con quella fissata da Eratostene come prima data delle Olimpiadi. In totale secondo le diverse testimonianza lasciate da saggi e scritto ri antichi, ad Olimpia si svolsero 292 edizioni dei Giochi olimpici.

Olimpia era divisa in tre zone: la parte più alta circondata da un recinto sacro, l’Altis, la zona orientale c’era lo stadio e l’ippodromo, mentre nella sona occidentale si trovavano la palestra e il ginnasio, dove gli atleti si allenavano a partire da un mese prima delle gare.
L’Altis era il perimetro della zona adibita ad ospitare monumenti di culto e gli edifici per l’amministrazione dei giochi. Questo recinto era lungo 200 metri e largo 177 metri. Il più famoso tempio è quello dedicato a Zeus, custode della statua del dio realizzata da Fidia nel 430 a.C., inclusa tra le sette meraviglie del mondo. Sono state ritrovate anche tracce del tempio dedicato alla dea Hera e detto appunto Heranion, un tempio dorico che pare dovesse contenere le corone d’alloro poi destinate ai vincitori delle Olimpiadi.

Nelle vicinanze di quella che doveva essere una delle strade principali di Olimpia, sono stati ritrovati 12 “thesauroi”, i templi votivi al cui interno venivano custoditi i tesori delle città che partecipavano ai giochi.
Camminando tra le antiche rovine del sito archeologico di Olimpia si ha la sensazione di sentire da un momento all’altro le urla degli spettatori dei giochi, l’incitamento degli atleti, il chiasso festoso dello stadio olimpico. Dello stadio in realtà è rimasto ben poco: si vede l’arco che conduceva alla zona di gioco, parte di una rampa di gradoni per i giudici di gara disposta verso la pista di terra battuta, la linea di partenza e il cippo dell’arrivo per le gare di corsa. Dagli scavi è emerso che non c’erano le tribune fisse per gli spettatori.

I primi scavi a Olimpia vennero effettuati da un gruppo di archeologi francesi nel 1829 e proseguirono per lungo considerando soprattutto la grande quantità di reperti e testimonianze che venivano alla luce. Ad esempio è stata ritrovata la famosa statua di Ermes e Dioniso, opera dello scultore Prassitele, numerose altre statue, altari, oggetti votivi in bronzo e in marmo.
Attualmente la grande Olimpia non è ben messa – d’altronde son passati interi millenni e poi il clima secco e ventilato che caratterizza la zona non è di aiuto al mantenimento della pietra.

Nel sito archeologico di Olimpia si ha la percezione del passare del tempo; molti edifici non hanno resistito all’usura del tempo e delle intemperie, lasciando una distesa di pietre, tamburi e colonne spezzate che in un primo momento disorientano il visitatore. Proprio questa grande quantità di reperti testimonia la grandezza e la magnificenza che aveva Olimpia al tempo dei greci.
Il sito archeologico ha anche un bel museo, con sale ben curate e suggestive all’altezza dei reperti e delle testimonianze che custodiscono. Qui si possono vedere le decorazioni dell’antico Tempio di Zeus, due frontoni e dodici metope di eccezionale raffinatezza. Ci sono poi l’elmo miceneo, la Nike di Peonio e l’Ermes che tiene tra le braccia Dioniso bambino realizzato da Prassitele, statue di vario tipo e numerosi attrezzi sportivi usati dagli atleti più di 2 mila anni fa.