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Tradizioni

Il carnevale

Il carnevale

Come in ogni altro paese al mondo, il carnevale anche in Grecia è un periodi di festa e gioia dove si è soliti mascherarsi a mangiare piatti succulenti e ricchi in vista del digiuno quaresimale.
In Grecia, infatti, i giorni del carnevale precede il “Lunedì Pulito” (corrispondente al Mercoledì delle Ceneri dei cattolici) che dà inizio ad un periodo di astinenza, digiuno e sobrietà.
Carnevale in greco si dice “apokreo” o “apokreà”, che rappresenta il saluto di commiato al periodo in cui si mangia carne o anche l'astinenza dalla carne - in greco “apo” vuol dire “dalla” e “kreas” vuol dire “carne”.

Le mascherate, i festeggiamenti che vanno avanti per tutta la notte, i balli nelle strade e il gran mangiare e bere sono tutti retaggi di quelle epoche lontane. Le origini del carnevale nella cultura greca derivano, infatti, dalle celebrazioni in onore del dio Dioniso, in cui dominava l’entusiasmo, la gioia e la disposizione burlesca. Nel periodo bizantino, invece, si festeggiavano gli ultimi giorni in cui era consentito mangiare carne prima del grande digiuno e le feste del carnevale venivano festeggiate la Domenica prima del lunedì in cui aveva inizio il grande digiuno con l’astinenza dalla carne, dal latte, dalle uova e dal formaggio.

All’inizio il carnevale era legato a manifestazioni spontanee o organizzate privatamente da vari gruppi; quest’usanza si è però persa con il passare del tempo ed ora predominano manifestazioni organizzate dalle società locali, a base di carri allegorici e costumi.
Una delle caratteristiche principali del carnevale in Grecia è quella di arrostire carne e di consumare la cena, per tutti i giorni del carnevale, sempre nella stessa casa e si mangia sempre allo stesso tavolo. Non appena si è mangiato e bevuto si effettuano rappresentazioni in maschera, si balla e si canta a squarcia gola.
Il periodo dei festeggiamenti carnevaleschi varia da località a località della Grecia: in Tessaglia, Tracia e Macedonia si festeggia tra Natale ed il 6 Gennaio; a Volos si svolge in Maggio e si chiama “Maiouma”, ad Atene si osserva prima della Quaresima.

Il giorno per eccellenza destinato al Carnevale vero e proprio, in cui si osservano tutte le più tradizioni, è l’ultima domenica prima della Quaresima. In questo giorno aumentano la gioia, la goliardia delle maschere, si balla e si fa festa in maniera sfrenata. Per tutto il giorno si assiste a sfilate di maschere, si fa visita alle persone care, si mangia e si beve, si sparano petardi e fuochi d’artificio, soprattutto nella parte settentrionale del Paese. Ma al tramonto e quando la campana delle chiese suona il vespro, si va in chiesa per pregare, chiedere perdono delle “dissolutezze” del carnevale e dare inizio alla Quaresima.

Il sabato e la domenica che precedono l’inizio della quaresima (in greco detti “Psichosàvato”) sono i giorni dedicati ai defunti: si preparano torte di grano bollito farciti con zucchero, cannella, noci, sesamo, melagrana, prezzemolo e uva sultanina, delle pastelle e dei dolci di semolino che verranno portati da donne e ragazze vestite di nero in processione al cimitero e riposte sulla tomba delle buonanime dei defunti.

Il carnevale più prestigioso della Grecia è quello di Patrasso, che dura tre settimane e si organizza una sfilata davvero spettacolare, con la caratteristica “battaglia della cioccolata” dove ragazze, sopra cocchi decorati con fiori, gettano sul pubblico petali e dolci con il sottofondo delle festose musiche eseguite da bande popolari.
La maschera tipica del carnevale di Patrasso è il "Domino nero", ampio mantello con cappuccio, derivato dal Carnevale di Venezia, da dove venivano importate lussuose sete nere da indossare in questa occasione. La sera del venerdì grasso, ha luogo nel teatro municipale il primo ballo del " Domino nero" al quale le donne si recano da sole, indossando maschere e guanti neri. Gli uomini, invece, portano il costume tradizionale chiamato "tuxedos".

Altra caratteristica del carnevale di Patrasso è il corteo di donne detto “Bourboulia”, una tradizione che risale al 1872: le donne si travestono a tal punto da diventare irriconoscibili anche per i loro uomini che invece indossano abiti normali; questo corteo rappresentava anticamente un’occasione per le donne di uscire dall’ambiente domestico senza essere scoperte.
Il carnevale è in generale una festa che accomuna grandi e bambini che si divertono allo stesso modo, cantando e ballando, mangiando leccornie di ogni tipo e respirando quella caratteristica atmosfera di baldoria e divertimento per giorni.