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Civiltà Cicladica

Civiltà Cicladica

In realtà la storia della Grecia all’età della pietra non è molto conosciuta. Scavi archeologici hanno però fatto emergere villaggi probabilmente del periodo neolitico - intorno al 5000 a.C. Questi ritrovamenti in Macedonia sono i più antichi villaggi d’Europa. La presenza di essere umani sul territorio greco è confermata anche dalla scoperta di un cranio simile a quelli di Neanderthal, ritrovato in una grotta sempre in Macedonia.

L’età della pietra si caratterizza anche per la formazione di piccoli villaggi: case di mattoni crudi, con strade e piazze che ruotano intorno ad un edificio più grande che era la casa del capo tribù. Gli studiosi concordano con il definire questa organizzazione proto urbana.
L’età della pietra è stato poi seguita dall’età dei metalli: più resistenti e duttili, i metalli cambiarono la vita dei Greci e anche la loro storia. Infatti, successivamente all’introduzione dei metalli si individuano tre grandi civiltà della Grecia Preistorica: la civiltà cicladica che va dal 3000 al 2000, il periodo della civiltà minoica (2000 -1400) e la civiltà micenea (1400 – 1100 circa).

Il periodo della civiltà cicladica è il più antico della Grecia di cui si abbiano notizie certe. Il nome “civiltà cicladica” fu coniata da un archeologo britannico mentre studiava alcuni siti intorno alle isole Cicladi e alla costa nord orientale della Grecia.
Di questa prima fase storica greca si hanno numerose testimonianze che evidenziano lo sviluppo di questi primi abitanti della Grecia, probabilmente provenienti dall’Asia Minore, che vengono comunemente chiamati pro-ellines che significa i “primi greci”.
Già in questo periodo, i greci divennero esperti nella costruzione di imbarcazioni e solcarono ben presto il Mar Mediterraneo, costruendosi la fama di abili marinai e di commercianti. Essi, inoltre, erano cacciatori e raccoglitori e sfruttavano al meglio il territorio, che però scarseggiava di metalli. Iniziarono così una serie di fitti scambi commerciali con l’Asia e con le altre civiltà del Mediterraneo, soprattutto per l’approvvigionamento di metalli (la Grecia era infatti povera di rame e stagno) per la costruzione di utensili quotidiani e di armi, necessarie per difendersi.

L’organizzazione degli insediamenti attestano l’esistenza di un’organizzazione sociale, mentre le necropoli ritrovate forniscono soprattutto informazioni sulla stratificazione sociale dell’epoca.
Pare che nella società dell’epoca vi erano classi specializzate che godevano di prestigio: costruttori, scultori, ceramisti, lavoratori di metalli, falegnami, costruttori di navi, navigatori e commercianti soddisfacevano le necessità della comunità, occupandosi contestualmente della coltivazione della terra, dell’allevamento, della caccia e della pesca, della tessitura e della realizzazione di vasi in vimini per sopperire alle necessità quotidiane.
I continui contatti della civiltà cicladica con le altre civiltà del Mediterraneo furono importanti anche perché favorirono il confronto e lo scambio, il contatto tra le culture dei diversi popoli.

L’esistenza di varie modalità di sostentamento determinarono delle differenze economiche tra i diversi villaggi protourbani, che unitamente allo sviluppo di specifiche relazioni socio-culturali, favorirono la nascita delle prime identità “regionali” della Grecia: l’area elladica (Peloponneso), l’area minoica (intorno a Creta), la zona cicladica (parte orientale e peninsulare, isole Cicladi) e quella troiana (Asia Minore).
Durante il periodo cicladico, in Grecia era molto fiorente anche la produzione artistica. I prodotti più pregiati erano realizzati in marmo e si tratta soprattutto di statuette che hanno come soggetti donne nude con le mani sul ventre, testimonianza dell’esistenza di una dea-madre, simboleggiante la fertilità e la fecondità. Non mancano anche oggetti in ceramica e metallo, vasi e pentole a base di argilla e di pietra e anche gioielli in oro.
Questa civiltà durò fino al 1100, ma nell’ultimo periodo venne parecchio influenzata da quella minoica.